Coliche del neonato o Infant Distress Syndrome? Cosa ci dicono i nuovi studi
“Ha le coliche”.
È una delle frasi che i neogenitori si sentono dire più spesso durante i primi mesi di vita del proprio bambino.
Ma oggi la scienza sta iniziando a guardare questo fenomeno in modo diverso.
Secondo i nuovi criteri Rome V, infatti, il termine “coliche del lattante” potrebbe non descrivere correttamente ciò che accade davvero nei neonati che piangono a lungo e sono difficili da consolare.
Per questo è stato introdotto un nuovo termine:
Infant Distress Syndrome (IDS), cioè “Sindrome di distress del lattante”.
Perché non si parla più solo di “coliche”?
Per anni si è pensato che il pianto inconsolabile del neonato fosse causato principalmente da mal di pancia, aria o disturbi intestinali.
Oggi però sappiamo che non esistono prove certe che colleghino sempre il pianto del lattante a un problema gastrointestinale.
Molti neonati che vengono definiti “con le coliche” sono bambini sani, che crescono bene e che attraversano semplicemente una fase di immaturità e adattamento.
Il termine IDS vuole proprio superare l’idea che tutto dipenda dalla pancia.
Cosa significa Infant Distress Syndrome?
La Infant Distress Syndrome descrive episodi di:
pianto intenso e prolungato
agitazione
difficoltà a consolarsi
irritabilità
in bambini sotto i 5 mesi apparentemente sani.
Le cause possono essere molteplici:
immaturità neurologica
sovrastimolazione
difficoltà di regolazione
stanchezza
bisogni di contatto
sensibilità ambientale
tensioni emotive familiari
fattori intestinali
Non esiste quindi una sola causa, né una soluzione unica valida per tutti.
Cosa NON aiuta
Quando un neonato piange tanto, i genitori cercano comprensibilmente una soluzione immediata.
Ma spesso:
gocce per l’aria
cambi continui di latte
farmaci
soluzioni “miracolose”
non portano grandi benefici, soprattutto se utilizzati senza una reale indicazione.
Per questo è importante evitare sensi di colpa o la ricerca ossessiva di “cosa non va”.
Cosa può aiutare davvero
Quello che spesso aiuta maggiormente il neonato è:
contatto fisico
contenimento
movimento dolce
ambiente tranquillo
pelle a pelle
voce calma e rassicurante
supporto ai genitori
Anche il benessere emotivo della mamma e della coppia ha un ruolo importante.
Avere accanto professionisti che possano ascoltare, osservare il bambino e sostenere la famiglia può fare una grande differenza.
Quando è importante approfondire
Ovviamente il pianto non va mai banalizzato.
È importante confrontarsi con il pediatra o con professionisti esperti se compaiono:
febbre
scarso accrescimento
vomito persistente
difficoltà alimentari
sangue nelle feci
cambiamenti improvvisi nel comportamento del bambino
Un messaggio importante per i genitori
Avere un neonato che piange molto può essere estremamente faticoso.
Spesso i genitori si sentono impotenti, stanchi o inadeguati.
Ma nella maggior parte dei casi non stanno sbagliando nulla.
Il pianto del lattante è un fenomeno complesso, che richiede ascolto, tempo, vicinanza e sostegno.
E soprattutto, non dovreste affrontarlo da soli.🤍
Se stai vivendo un periodo difficile con il pianto del tuo bambino, ricorda che non devi affrontarlo da sola.
A volte avere accanto una figura professionale che possa osservare il neonato, ascoltare i dubbi dei genitori e accompagnare la famiglia con competenza e rassicurazione può fare una grande differenza.
Come ostetrica e consulente allattamento IBCLC offro supporto in gravidanza, nel post parto e durante l’allattamento, in studio o a domicilio.
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